statistiche di accesso Editoriale
lineatrad inside art



Lineatrad News



E’ uscito in lettura e scaricabile in pdf il numero estivo 2017 con tutte le programmazioni dei festival partner di Lineatrad.
Notizia dell’ultima ora: il festival Adriatico-Mediterraneo di Ancona purtroppo quest’anno non avrà luogo per problemi organizzativi. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Annunciamo con soddisfazione a tutti i lettori che Lineatrad è diventato media-partner di uno dei più importanti festival in Europa: Il Festival du Chant de Marin di Paimpol, in Bretagna. Le cifre parlano chiaro: in questo paesino di 8.000 abitanti nei tre giorni del festival passano 155.000 spettatori, distribuiti in 7 palchi, dove si esibiscono 160 gruppi musicali da tutto il mondo. Ogni appassionato di musica folk che si rispetti deve andare almeno una volta a vederlo. Dall’11 agosto al 13 agosto avremo l’onore di presenziare, come unici partner italiani, ad uno spettacolo unico in Europa, nella più bella cittadina d’Europa. Lineatrad Television assicurerà ai fans il documentario filmato dell’evento, che sarà trasmesso entro la fine di agosto, e riproposto giornalmente fino data da concordare. Cliccando sul banner sottostante, si potrà accedere al sito francese in cui si potranno prenotare i biglietti di ingresso o gli abbonamenti per le tre giornate. A vele spiegate con Lineatrad... sono fatti e non parole!!


paimpol banner




Progetto rivista



Siamo in attesa di una ristrutturazione che dovrà necessariamente basarsi sull’arrivo di sponsor in grado di investire risorse economiche e logistiche affinché il progetto possa riprendere efficacemente, pertanto il sito internet lineatrad.com fino alla fine del 2017, pubblicherà sporadicamente notizie riguardanti la TV. Invece il sito lineatrad.eu riguardante la televisione web resterà attivo e aggiornato con la programmazione dei festival partner Lineatrad, la cronaca, le recensioni e i filmati presi dall’archivio storico.

I motivi per cui il progetto rivista è sospeso sono i seguenti:

  1. la massificazione dell’informazione becera sui social network, Facebook innanzitutto. Su quella infame piattaforma ormai ci bazzicano tutti; postando notizie inattendibili senza nessuna garanzia di autenticità, e vi risparmio i dettagli.
  2. la mancanza di interesse da parte dei discografici nel promuovere artisti dei quali ormai stampano solo album a tiratura limitatissima. Di fatto sono retrocessi a semplici “stamperie”.
  3. l’assoluta mancanza di tempismo nella comunicazione dei programmi di festival e rassegne (anche da parte di alcuni nostri partner!). I comunicati stampa che arrivano pochi giorni prima dell’evento, non si possono pubblicare su una rivista che esce ogni mese. Sia l’artista che lo spettatore, per organizzare un viaggio per partecipare ad un festival, deve avere la certezza delle date e dei luoghi: se l’organizzazione, aspettando i finanziamenti governativi o privati fino all’ultimo mese ritarda l’uscita della programmazione, vanifica il lavoro di promozione della testata giornalistica.
  4. il proliferare di premi, contest, e targhe per glorificare persone, agenzie o associazioni con qualsiasi pretesto... Spesso ci troviamo di fronte a due “premi” attribuiti lo stesso anno, per la stessa motivazione, da due entità diverse che entrano in conflitto tra loro! Non possono esistere due migliori album, due migliori artisti, due migliori realtà culturali, nello stesso anno, eppure ciò accade perché molti organizzatori di festival, testate giornalistiche o semplici associazioni hanno capito il ritorno mediatico di questa operazione “inutile”. Di fatto sono solo i numeri “certificati” che assegnano gli “awards”, non certamente un gruppetto di “giudici” presi a casaccio tra gli amici compiacenti.

Io ho in definitiva dedicato tanti anni a diffondere, del tutto gratuitamente, informazioni sul mondo della musica folk, ma sono profondamente deluso della mancanza di serietà da parte di molti operatori del settore. Sono sereno e convinto di aver fatto tutto quello che potevo per un progetto in cui credevo (da non dimenticare che da due anni sono esodato senza stipendio, e mia moglie mi aiuta economicamente).

A proposito di quei musicisti (soprattutto folk) che si considerano “professionisti” ma vivono di elemosina con il crowdfunding tipo musicraiser: io credo che se hai talento riesci comunque ad emergere, utilizzando strumenti eticamente corretti!!

Forse è per questo motivo che negli anni ’70 e ’80 sentivamo tanta buona musica e leggevamo tante belle riviste: la gente stava al suo posto, esisteva un ruolo, una professione, nella società. Adesso è tutto massificato e peggiorato; tutti credono di sapere tutto e vorrebbero fare tutto: la competizione è tra musicisti che fanno i produttori di eventi, musicisti che fanno i discografici, musicisti che fanno i giornalisti, musicisti che fanno le agenzie, e musicisti che infine fanno accattonaggio con musicraiser & C.

Allora noi che vorremmo fare i giornalisti di mestiere a che cosa serviamo? A cosa servono tutte le altre professionalità?

Il denaro passa ormai solo direttamente dalle mani degli ascoltatori a quello dei musicisti, a cappello, tutto il resto è merda.

Quando il “fai da te” impera, manovrato dalle multinazionali dell’informazione, vuol dire che il processo è irreversibile, vuol dire che l’utente si è bevuto il cervello e non crede più alla qualità della proposta ma all’autoritarismo e potenza mediatica dell’interlocutore. La “guerra tra poveri” non era esattamente lo scopo di Lineatrad... è controproducente e personalmente non mi interessa.

Allora potrei aggiungere tante altre facezie ma rischierei di annoiare ulteriormente, per cui non aggiungo altro. Peccato, meritavamo tutti qualcosa di meglio.


Loris Böhm
Direttore editoriale Lineatrad